È più importante che funzioni, che sia bello od è importante che sia funzionante e bello?

Nel corso dei miei laboratori pongo spesso questa domanda ai ragazzi, soprattutto durante le sessioni maker; ad esempio, quando la sessione riguarda la realizzazione di controller DIY da collegare a Scratch via Makey Makey.

credits adriano parracciani

La risposta iniziale è quasi sempre: “l’importante è che funzioni”; ed ho notato, ma non ho fatto una raccolta scientifica del dato, che questa risposta è di solito data dai maschi.

controller di Luca (credits: adriano parracciani)
controller di Giulia (credits: adriano parracciani)

Nel proseguire la riflessione con i ragazzi, generalmente si arriva a concordare che il controller, o l’oggetto che stiamo realizzando, è meglio che sia FUnzionante ed anche BEllo (un prodotto FUBE)

controller di Matilde (credits: adriano parracciani)

A questo punto della discussione chiedo:

Ma perché dev’essere bello?

Risposta 1

perché così se lo comprano

Risposta 2

per il marketing

controller di Angelo (credits: adriano parracciani)
controller di Benedetta (credits: adriano parracciani)

Dopo queste risposte, proseguo con un dialogo di questo tipo:

D: secondo voi è meglio vivere in un mondo di cose belle o di cose solo funzionanti?

R: vivere in un mondo di cose belle

D: Allora forse la risposta a perché dev’essere bello? è: per avere un mondo fatto di cose belle; che ne pensate?

Il mio obiettivo è aiutarli a perseguire il FUBE quando creano qualcosa, coltivare l’impegno a curare sia l’aspetto tecnologico sia quello estetico, o meglio, artistico. Cerco anche di fornire delle ispirazioni affinché la loro motivazione principale a curare l’aspetto estetico, non sia tanto guidata dal motore del marketing e di vendibilità di un prodotto (avranno tempo per questo), ma soprattutto guidata dalla voglia di creare bellezza intorno a loro (noi), e soprattutto di tirare fuori la creatività che è in loro.

il Click Bot Controller di Nina — credits: adriano parracciani

Con la speranza che questo contribuisca a fare in modo che i futuri innovatori siano creatori, comunicatori e nel caso venditori di cose belle: cose FUBE

Quando dico loro che quello che realizzano dev’essere anche bello, intendo prima di tutto che sia frutto della loro creatività e del loro impegno, affinché si abituino a tirar fuori l’artista che vive in ognuno di noi, senza timori o vergogne. Se fanno una cosa con Impegno e Creatività sono sulla buona strada per fare una cosa FUBE.

il controller di Yanis — credits: adriano parracciani
il controller di Federico (credits adriano parracciani)

Certo, il bello non è solo impegno e creatività; e quindi, anche in attività da piccoli maker non vanno trascurati aspetti quali: ergonomia, decorazione, colorazione, fino anche all’aspetto tattile.

design del controller di Davide (credits adriano parracciani)

Ciò che i nostri sensi percepiscono come di qualità, e che al contempo ci da emozioni e stimoli positivi può essere considerato bello (esco immediatamente dal terreno minato di una tale definizione); bisogna ricordarlo quando si vuole fare una cosa FUBE.

Ecco perché, ad esempio, nei mie laboratori non faccio realizzare le classiche scribbling machine fatte con bicchieri di carta e pennarelli attaccati con nastro, ma degli ScaraBot, oggetti che possono ambire all’appellativo FUBE

ScaraBot Performance (credits adriano parracciani)

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